
Messaggi
25 Dicembre 2024
“Cari Figli! pregate, pregate, pregate, affinché la pace regni in ogni cuore e prevalga su ogni male ed inquietudine
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
COMMENTO
In quasi ogni Santo Natale, dal 1981 in poi, la Regina della Pace nelle apparizioni a Medjugorie si è preoccupata di far sapere al mondo la grandezza e l’importanza della festa della nascita del Salvatore, adornandosi di vesti dorate e parlando al mondo con grande gioia e solennità, spesso apparendo con il bambino Gesù in braccio, mostrandolo e addirittura lasciando a Lui la facoltà di proclamare il messaggio al posto suo: “Io sono il Re della Pace, vivete i miei comandamenti”. Sempre la Madre ha indicato il Figlio come Re dell’unica Pace possibile e come portatore, Lui solo, di quella Luce e di quella speranza di cui l’uomo ha profondamente bisogno e che non potrà mai raggiungere pienamente accantonando Dio dalla propria esistenza.
Ecco che il messaggio del Natale 2024 appare diverso anche se ripete l’esortazione che da anni la Madonna fa ai figli, cioè di pregare con insistenza, rimarcando la parola per tre volte; non si parla del Figlio, né della Solennità del Natale e non si sa, sicuramente i veggenti lo sapranno, se la Madonna è apparsa triste o gioiosa come ogni volta e se portava tra le sue braccia il piccolo Gesù. Di fatto è un messaggio che lascia l’amaro in bocca e un pugno nello stomaco anche agli apostoli suoi perché scarno per la brevità e il passare oltre ai particolari, ma vero e non meno profondo per il significato e peso alla luce dei fatti contemporanei, in questo tempo setacciato dal nemico che semina nei cuori inquietudine e odio, tempo senza pace a partire dai singoli cuori.
Qualcuno potrebbe avere qualcosa da obiettare, voci anche di chi prima aveva intrapreso la scuola di Maria e che ora mette in dubbio la sua presenza solo perché secondo loro la Madonna, ad un primo sguardo, aggiungiamo superficiale e terreno, appare avulsa dalla realtà che ci circonda dove guerre e cattiverie stanno cambiando l’uomo e il mondo. Aspettano un messaggio forte, se non catastrofico per dire che è veritiero. Ma Gesù è il re degli umili da sempre, non delle trombe e quando queste suoneranno lo sa Dio, il prepararsi ascoltando la sua inviata invece spetta a noi.
Forse piuttosto tutti si aspettavano un messaggio di speranza nel giorno della venuta del Salvatore, soprattutto dopo averlo atteso in preghiera e preparazione per lungo tempo. Oggi poi che si parla di Natale fin dalla festa dei Santi del primo di Novembre! Appunto si parla, fin troppo e fuori tempo e per fini non certo religiosi, ma consumistici e si finisce per non vivere più l’attesa del vero Natale, tanto richiesta da Maria! E facile aderire con la bocca e il pensiero ad un progetto, ad uno stile di vita anche buono proposto dal Vangelo e ribadito dalla scuola di Maria, ma è più difficile essere, incarnare quello stile che comporta impegno, sacrificio, messa in gioco coerente e perseverante in esso anche a scapito di sofferenze, incomprensioni o, peggio, malignità e persecuzioni.
Alla luce di uno sguardo più alto, quindi è proprio avulso questo messaggio datoci dalla Madre? Sembra invece che la Sapienza di Dio abbia pensato diversamente dai nostri ragionamenti umani: Maria sicuramente ha festeggiato il Suo Gesù questa volta in intimità nei cuori e ce lo sta insegnando! Certo Gesù è venuto, ma sembra dirci che il mondo non se n’è accorto, troppo distratto a festeggiare altri natali e disinteressato al vero Natale. Gli uomini, anche credenti, si sono preoccupati di nascondere Gesù, in nome della laicità e della vera carità verso tutti. Si girava in questi giorni per la città, nel profondo nord, in cerca di biglietti augurali con l’immagine della natività, sono stati parecchi i negozi visitati, ma solo uno non aveva timore di mettere Gesù in mostra. Vi confido che abbiamo pianto, mai come quest’anno abbiamo visto buttare fuori dal Natale il festeggiato! E capita anche che l’attesa in piazza significhi spettacolo all’insegna dell’orrido e del rituale con la sfilata delle antiche figure pagane, orrendamente mascherate, rappresentanti i demoni della stagione invernale esorcizzata, piuttosto che il “fu” Presepe vivente che non attira e non fa guadagnare, soprattutto con la sua, povera armoniosità e bellezza. Padre Gabriele Amorth, il più grande esorcista mai avuto, ci ricordava che se l’uomo non cerca più Dio, finisce per cercare altro da Dio! Ecco allora che come a Betlemme quest’anno Gesù è stato accolto da quei cuori che si sono dimostrati a Lui aperti, come quelli dei pastori, tra l’altro svegliati dagli angeli e spronati a seguire il segno della stella. Anche noi oggi abbiamo bisogno di essere spronati dalla Madre!
Davvero non si trova contraddizione nelle sue parole o disinteresse dei tempi in cui viviamo, anzi! Qui si dice cos’è l’uomo di oggi, cosa è diventato il mondo senza Dio, senza l’attesa del Salvatore, cioè si addormenta e pian piano è invaso dalle tenebre senza vedere la Vera Luce. La Madonna vede benissimo e con il suo sguardo sul mondo, con il suo dire vero, ci insegna a essere veritieri, noi così come siamo, a non mostrare a Dio e a Lei le maschere che siamo capaci di indossare per convenienza, anche per la festa che abbiamo o non abbiamo preparato a Gesù e ci invita piuttosto a ritornare a Lui, credendoci, parlandoci nella preghiera, riconoscendolo in primis come l’unico Salvatore e poi accogliendolo nel cuore affinché regni in tutti i cuori e prevalga su ogni male, notare prevalga, quindi nei cuori vi è seminato il bene che va aiutato, coltivato e con la preghiera e con il nutrirsi di Gesù, affinché cresca; notare anche come indichi ogni male al plurale: quanti sono stati seminati dal nemico, nel terreno fertile del peccato e dell’inquietudine!
Forse Maria non si è accorta che ancora una volta nella Betlemme dei nostri cuori, paesi, città e Nazioni…non c’era posto per Gesù, re della Pace? Chi abbiamo festeggiato in questo Natale? Lo abbiamo atteso? Lo abbiamo annunciato ai nostri famigliari? figli e nipoti? Abbiamo preparato i cuori, siamo stati trasmettitori della sua venuta in mezzo ai non credenti o ai tiepidi, credendo noi per primi e testimoniandolo apertamente nei nostri ambienti di vita e di lavoro? Colui che vuole nascere nuovamente nei cuori lo fa ogni Natale, ne siamo consapevoli noi cristiani? O forse ci siamo accontentati di fare un Natale di facciata, di convenienza, tiepido e peggio mondano assoggettandoci alle mode: dalle corse dei babbi natali all’insegna della beneficenza laica e ostentata di turno, perché questo il significato che passa ora, fino alle corse agli acquisti, abbagliati dalle luci dell’avere e del potere che promettono forti emozioni e gioia duratura in cambio della schiavitù al possesso di cose e purtroppo di mentalità.
La Madonna ci spiega quanto non ha detto in questo primo messaggio a Marija, nel messaggio annuale al veggente Jakov, lo stesso giorno di Natale: e qui la Madonna ci esorta ad alzare l’asticella della nostra vita sopra le cose terrene e a dare tutto di noi, fisico, spirito, lavoro, opere…, non solo una parte, quella che vogliamo e che non ci coinvolge più di tanto, ma tutta la vita, con chiaro riferimento a consacrarsi al suo cuore immacolato, a fidarsi di Lei, perché si inizi a vivere veramente nell’Amore e nella Misericordia di Dio.
“Cari figli, oggi in questo giorno di grazia, in modo particolare vi invito
a non vivere la vita tendendo verso gli obiettivi terreni e
a non cercare la pace e la gioia nelle cose terrene
perché in questo modo la vostra vita è avvolta dalle tenebre e
non vedete il senso della vostra vita.
Figlioli, aprite la porta del vostro cuore a Gesù,
permettetegli di avvolgere tutta la vostra vita perché possiate
iniziare a vivere nell’amore e nella misericordia di Dio.
Figli miei soltanto con Gesù nei vostri cuori conoscerete
il vero obiettivo della vostra vita e tenderete verso la salvezza eterna.
Io vi benedico con la mia benedizione materna.”
a non vivere la vita tendendo verso gli obiettivi terreni e
a non cercare la pace e la gioia nelle cose terrene
perché in questo modo la vostra vita è avvolta dalle tenebre e
non vedete il senso della vostra vita.
Figlioli, aprite la porta del vostro cuore a Gesù,
permettetegli di avvolgere tutta la vostra vita perché possiate
iniziare a vivere nell’amore e nella misericordia di Dio.
Figli miei soltanto con Gesù nei vostri cuori conoscerete
il vero obiettivo della vostra vita e tenderete verso la salvezza eterna.
Io vi benedico con la mia benedizione materna.”
Sembra dirci che ciò che veramente manca oggi ed è urgente è l’apertura delle porte del nostro cuore a Gesù perché solo con Lui nel cuore conosceremo il senso della nostra esistenza e vedremo ciò che ora è codificato e ci sembra essenziale, con occhi diversi, perché tutto sarà ridimensionato alla luce della vera vita che è eterna e che ci attende.
Sr. Nives
25 Novembre 2024
“Cari figli, in questo tempo di grazia dell’attesa (del santo Natale ndr), desidero invitarvi alla preghiera affinché l’Avvento sia preghiera della famiglia.
In modo particolare, figlioli, che abbraccio con tenerezza, vi esorto alla preghiera per la pace nel mondo, affinché la pace prevalga sull’inquietudine e sull’odio.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
In modo particolare, figlioli, che abbraccio con tenerezza, vi esorto alla preghiera per la pace nel mondo, affinché la pace prevalga sull’inquietudine e sull’odio.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
COMMENTO
La Madonna ci ricorda che, il tempo in cui stiamo vivendo, nonostante tempeste spirituali e guerre in corso, è soprattutto un tempo di grazia, donatoci al fine di poterci avvicinare nuovamente a Dio, convertirci e tornare a Lui con più amore, riattivando la fede e la speranza assopite, se non spenta, nei nostri cuori.
Lei è l’inviata per questo sprono, è mediatrice di grazie presso il Figlio e dispensatrice di grazie Lei stessa in mezzo a noi. E’ già grazia, incommensurabile, stare con la Madre da così tanto tempo! Ne siamo consapevoli? o ancora una volta la “grazia” rischia di passarci accanto senza che noi la possiamo cogliere? Quanta sottovalutazione, ancora adesso, dell’Opera di Dio quale è Maria e della Sua scuola! Non credendo e non seguendola, si rischia di perdere preziosi insegnamenti di Dio al fine di vivere una vita in pienezza e gioiosa con Gesù.
Lei ci insegna che ci è dato tuttavia un tempo per meditare, per preparare: è questo il tempo dell’attesa. Si può ovviamente intendere come l’Avvento, tempo liturgico in preparazione al Natale, ma anche il tempo dell’attesa di tempi nuovi di pace, annunciati sin dal 1981 e culminati nella promessa del trionfo del Suo Cuore Immacolato. L’attesa del Re della Pace, sia impregnata di preghiera, di preparazione, di veglia, di azione per Colui che è l’unica pace , senza il Quale non vi è pace nel mondo. Questa Pace nasce nuovamente in mezzo a noi. Sappiamo invocarla e fermarla in mezzo a noi o la lasciamo andare, mentre ci cammina a fianco?
Non è quindi il tempo di sfarzi e lustrini esteriori, piuttosto di intimità raccolta. Egli nasce in una famiglia e là vuole ancora ritornare, a partire dall’intimità del singolo cuore, a l’unica famiglia domestica tanto bersagliata e disprezzata oggi, sino alla famiglia della Chiesa e umana del mondo intero. Perché è’ nel calore di un cuore che ama e attende Gesù, è nell’intimità della casa, quella a immagine della Sacra Famiglia, che Egli ancora si fa carne, Gesù nostro Salvatore. Perché se Dio ha avuto una preferenza quella è proprio la famiglia a immagine della Sua, dove affidare la crescita dell’Amore e la sua testimonianza.
In un certo senso il Cielo, attraverso il messaggio di oggi, risponde all’uomo e alle sue idee malsane di trasformare ciò che è da Dio in ciò che è surrogato. E inoltre, in questo tempo, Dio non si aspetta certo che i figli si adeguino ad una attesa del nulla, fatta di mondanità, bensì desidera l’incontro con Lui. La famiglia umana è fatta di figli Suoi che Maria abbraccia teneramente, figli quindi che sa bisognosi anche di tenerezza e consolazione nelle sfide sempre più aspre della vita, quasi volesse consolare tutti dei numerosi sforzi e sacrifici di perseveranza nel voler proseguire lungo il cammino indicato; sono figli che si lasciano amare da Lei e che non si tirano indietro a compiere altre richieste. Infatti la Madre, in ciò che riconosce come segno della Chiesa domestica, nel focolare, nella famiglia, dove si coltiva l’Amore reciproco, specchio di quello Trinitario, vede il luogo idoneo per la preghiera per la pace, perché l’amore coltivato in essa non può che generare pace e questa scaccia ogni inquietudine e odio dai cuori e come un fiume dal mondo intero.
Ancora una volta il Cielo parte dal piccolo, dalla casa, dal focolare, dal nascosto e fragile, dal disprezzato dal mondo, da ciò che Satana vuole distruggere perché forte del comandamento dell’Amore fino a farsi Pace nel mondo intero. Dio potrebbe in un istante donare Pace a tutti, ma come mendicante aspetta la nostra pace, nei cuori, nelle famiglie domestiche ed ecclesiali per farsi Amore e Pace nel mondo intero. Aiutiamo la Sua Pace in noi a prevalere sulle tenebre!
Sr. Nives
25 Settembre 2024
"Cari figli! Per amore verso di voi, Dio mi ha inviato in mezzo a voi per amarvi ed esortarvi alla preghiera ed alla conversione, per la pace in voi, nelle vostre famiglie e nel mondo.
Figlioli, non dimenticate che la vera pace viene soltanto, attraverso la preghiera, da Dio che è la vostra pace.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
(Con approvazione ecclesiastica).
COMMENTO
Maria sembra rispondere ancora una volta agli scettici e increduli, a coloro che si fanno mille domande sulle apparizioni mariane a Medjugorje ancora adesso, dopo più di quarant’anni di frutti buoni visibili a tutti, certo visibili a coloro che vogliono vederli e sembra rispondere anche ai nostri tempi inquieti più che mai.
E Lei come reagisce? Da determinata come una Mamma, continua a istruire i figli, tutti, con grande pazienza perché è colma di amore, per noi.
Lei dà esempio di perseveranza e obbedienza al servizio di Dio e non si stanca nel ripetere, anche ai cuori più indagatori, che si trova in Terra, non per sé stessa, ma perché l’Altissimo, Padre di tutti, lo vuole e lo vuole perché Lui è Amore ed Egli non può che amare e provare compassione per i figli che stanno smarrendo la strada della pace vera.
Se interviene la Madre nei litigi dei figli, poi il Padre sarà più clemente nel rimprovero!
E’ Dio quindi che ha mandato la Madre perché non rimanga certo muta, non per fare la bella statuina, silenziosa e comoda a tutti, ma per farla lavorare da Mamma affinchè eserciti i ruoli propri di una mamma, così l’ha voluta per noi.
Cosa fa una mamma? Dà in primis rassicurazione, Lei c’è anche nei momenti più difficili, Lei c’è per dare tanto amore ai figli, tutti i figli, quelli smarriti, sofferenti, coloro che la cercano e la amano e anche coloro che non la cercano o la ignorano, credenti e non, cattivi e buoni, della prima e dell’ultima ora, tutti li aspetta perché amati figli suoi!
E questo Amore proviene dalla fonte: Dio.
A pari importanza del compito di dare Amore, Lei è qui anche per esortare.
Di fatto non c’è crescita senza regole.
Con l’espressione, esortare, si percepisce un’azione di carattere; la Madre vuole sottolineare implicitamente lo sprono, perché in ballo c’è la perdita della pace nei figli e non è poca cosa!
Lei ci insegna che l’inquietudine e la guerra nel cuore del singolo figlio, non è affatto cosa privata, essa dilaga nelle famiglie e a macchia d’olio si espande al mondo intero.
Ecco un insegnamento grande: siamo anche noi responsabili, nel nostro piccolo, di ciò che accade intorno.
E’ quel “ I care” nei confronti della vita che viene a mancare oggi, quella cura dell’altro che cancella l’indifferentismo dilagante che fa pensare al proprio orticello al proprio tornaconto.
Capita sempre più spesso di sentire dire anche tra i cristiani suggerimenti del quieto vivere come:” Pensa per te e non preoccuparti per gli altri!”, e la cosa peggiore è che si sente dire anche a certi pastori d’anime.
Non si tratta qui di farsi i fatti altrui e di entrare nel circuito maligno del pettegolezzo e quindi di rimanere alla larga giustamente, ma forse si tratta colpevolmente di non conoscere più Colui che è Creatore di tutti e che ha posto nell’uomo la vera Pace quella duratura.
Ma forse non vogliamo neppure più conoscere Dio perché è comodo costruirci “dei e paci” terrene su misura e a tempo, cibo, sports, amicizie, carriera, amori mordi e fuggi, e chi più ne ha più ne metta, rassicuranti fin tanto che durano, mentre risulta impegnativa una Pace che implica impegno e seppellimento del nostro ego.
La Madre vede tutto questo: i figli malati di inquietudine, litigiosi e persino omicidi, le famiglie di conseguenza disfatte e di famiglie è formato il mondo, un mondo senza pace.
Lei indica la strada per la Pace Vera, duratura, felice: il ritorno a Dio attraverso la via della preghiera e il ritorno ad esaminare la propria coscienza fino allo sfociare della conversione cioè al cambiamento del cuore, dall’assenza di Dio a cercare la Sua Presenza.
E lo ricorda molte volte nei messaggi: La Pace viene soltanto pregando cioè consentendo a Dio di parlare al nostro cuore, di entrare a guidare la nostra vita.
Nessuna pace frutto di schemi e tattiche umane sarà mai duratura, senza la preghiera conduciamo noi l’uomo e non si sa dove lo portiamo perché spinti da mille attrazioni diverse, con la preghiera conduce Dio che sa benissimo dove condurre i figli amati: all’Amore e alla Pace che è Lui.
Sr. Nives
19 Settembre 2024
Nulla osta ufficiale della chiesa, al culto ai pellegrini al valore edificante dei messaggi
La Nota ufficiale del Vaticano, firmata dal Papa, il 19 settembre ha chiuso oltre quarant’anni di silenzio, spesso molto sofferto, riguardo alla parrocchia di Medjugorje, i veggenti e i pellegrini stessi, tacciati senza ragione talvolta di creduloni ingenui o talaltra di fanatismo.
Il parroco di Medjugorje ha pubblicamente ringraziato la Madonna, riconoscendole il merito di aver condotto la Chiesa al riconoscimento ufficiale di Medjugorje, e ha ringraziato anche tutti quelli che lo han preceduto, “quelli della prima ora, che, già in cielo, festeggiano con noi. Veramente ricordiamo tutti quelli che sono passati come apostoli di Medjugorje ed hanno sostenuto il peso anche di persecuzioni e di oltraggi a causa della loro fede. Grazie anche alla loro perseveranza ora possiamo esprimerci quasi liberamente”.
Anche il Movimento Opera d’Amore “Regina della Pace”, che ora pubblica la rivista CARI FIGLI, ha passato delle tempeste, fin dagli anni 2000. Ma abbiamo tenuto fortemente, nonostante tutto, perché certi della verità di quanto accaduto ed accadeva. Grazie, Maria!
La Nota ufficiale del Vaticano, riguardo a Medjugorje, non si azzarda a dichiarare direttamente la soprannaturalità degli eventi, ma vede nella proposta pastorale della parrocchia di Medjugorje, fedele ai contenuti dei messaggi della Regina della Pace una proposta spirituale molto positiva ed edificante e conclude con il Nulla Osta al culto della “Regina della pace” ed anche ai pellegrinaggi a Medjugorje, che sono promossi e raccomandati. Il n. 40 della Nota sulla Regina della Pace, “invita le autorità ecclesiastiche ad apprezzarne il valore pastorale e a promuovere pure la diffusione di questa proposta spirituale”.
Questa prima conclusione finalmente è giunta. Per quanto sospesa riguardo al riconoscimento diretto dell’autenticità soprannaturale (ma la lascia trapelare quando riconosce in tutto ciò che ne è seguito, l’intervento divino dello Spirito Santo), finalmente è ufficiale, firmata dal Papa. Nel frattempo sono passati 43 anni, e Medjugorje ha fatto il giro del mondo, e il trend dei pellegrinaggi non ha fatto che crescere. Milioni di pellegrini ogni anno. Conversioni e vocazioni, miracoli e riconciliazioni, riscoperta della preghiera e dei sacramenti…all’ultimo “festival dei giovani di Medjugorje”, il 34 esimo, la prima settimana di agosto, vi parteciparono giovani di oltre 80 nazioni. Ora la Chiesa ha superato una prova veramente combattuta al suo interno e al suo esterno: Maria ha vinto. La Nota inizia proprio sottolineandone la complessità del giudizio da emettere. “E arrivato il momento di concludere una lunga e complessa storia attorno ai fenomeni spirituali di Medjugorje. Si tratta di una storia in cui si sono susseguite opinioni divergenti di Vescovi, teologi, commissioni ed analisti” Così inizia il documento al N. 1. Poi prosegue per 16 pagine. Al termine della lettura, possiamo condividere quattro importanti conclusioni espresse a caldo dal noto vaticanista Andrea Tornielli. Egli conclude così: “Vale la pena di sottolineare alcuni elementi per non rischiare interpretazioni fuorvianti: Il primo elemento: NULLA OSTA è il massimo grado di positività possibile secondo le nuove norme del Dicastero per la Dottrina della Fede a proposito dei presunti fenomeni soprannaturali. (Questo è il grado attribuito a Medjugorje). Il secondo elemento riguarda i Messaggi attribuiti alla Regina della Pace: nella Nota del Dicastero, approvata dal Papa, non vengono valutati positivamente soltanto gli evidenti frutti spirituali, ma si dà anche un giudizio positivo sui Messaggi, sulla quasi totalità di essi e questa è la vera novità del documento vaticano. Le presunte apparizioni sono ancora in corso. Il fatto che non sia stata dichiarata la soprannaturalità, evento peraltro rarissimo è prerogativa del Papa, non significa che la si escluda. Per quanto riguarda i veggenti il documento dice che non si va a Medjugorje per incontrare loro e per interrogarli su messaggi e i cosiddetti segreti, ma per avere un incontro con Maria Regina della Pace. Ovviamente, come ha specificato in conferenza stampa lo stesso cardinale Fernandez, Prefetto del Dicastero per la fede: non c’è alcuna proibizione per i fedeli di incontrarli, né per i veggenti di incontrare i pellegrini.” (Il video di Andrea Tornielli con queste dichiarazioni, si trova su questo sito nella sezione … e si riferisce al 20 settembre 2024)
La Nota ci tiene a discernere tra i messaggi e li approva nella quasi totalità, perché i messaggi fin qui pubblicati privatamente, siano teologicamente corretti e chiariscano il ruolo di Maria, che non è il fine della devozione popolare, ma la via per avvicinare il popolo a Gesù. E proprio tra i tanti messaggi citati dalla Nota vaticana, vi sono questi due che vengono considerati teologicamente perfetti e la sintesi del fenomeno Medjugorje per cui si dà il Nulla Osta.: Il messaggio del 25 novembre 1991 dice: “Cari figli, desidero avvicinarvi sempre di più a Gesù e al suo cuore ferito affinché siate capaci di capire l’amore senza misura che si è dato per ognuno di voi. Pregate, cari figli, affinché nei vostri cuori sgorghi una fonte di amore su ogni uomo…. Con l’amore di Gesù sarete capaci di vincere ogni miseria in quel mondo doloroso che è senza speranza perché non conosce Gesù”. E quello del dicembre 2012 : “Cari figli, vivendo i miei messaggi desidero condurvi a mio Figlio. In tutti questi anni in cui sono insieme a voi il mio indice è rivolto verso di Lui, mio Figlio Gesù, perché desidero condurvi tutti a Lui.”
Il popolo ha il fiuto di dove Dio si fa presente. La Chiesa ha il dovere di discernere ciò che è vero e di confermare nella fede i credenti. Ringraziamo Dio e procediamo con la Regina della Pace.
dv
Rimandiamo alla sezione PUBBLICAZIONI il testo completo della Nota del Dicastero della Dottrina della Fede firmata dal Papa su Medjugorje . Resa pubblica il 19 settembre 2024.
25 Agosto 2024
“Cari figli! Oggi la mia preghiera con voi è per la pace.
Il bene e il male lottano e vogliono prevalere nel mondo e nei cuori degli uomini.
Voi siate uomini di speranza, di preghiera e di grande fiducia in Dio Creatore al quale tutto è possibile.
Figlioli, la pace prevalga in voi ed attorno a voi.
Vi benedico con la mia benedizione materna affinché, figlioli, siate gioia per tutti coloro che incontrate.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
(dato alla veggente Marija di Medjugorje)
COMMENTO
La Madonna in questo messaggio del 25 di agosto, ci rassicura ancora una volta che è con noi e non ci abbandona anche nei momenti di prova; Lei prega per noi e con noi sempre, in particolare in questi giorni difficili sta pregando con noi per il dono della pace.
Ella, con semplicità e sincerità, non rimane in silenzio sulla realtà e ci parla del tempo che stiamo vivendo, ci mette in guardia: è in corso infatti una lotta, una battaglia forte, prima di tutto spirituale e interiore, tra il bene e il male. Forse non ce ne stiamo accorgendo e Lei, da buona mamma, ci aiuta a comprendere!
Dio sta permettendo che veniamo vagliati, provati, scossi dal dolore, dalle malattie, dalle incomprensioni, dalle persecuzioni, dalle tentazioni… dalle guerre fratricide… in una sola parola: setacciati dal male e dal maligno che sembra abbia moltiplicato gli sforzi di aggressione per conquistare più cuori possibili.
Dio sta permettendo che veniamo vagliati, provati, scossi dal dolore, dalle malattie, dalle incomprensioni, dalle persecuzioni, dalle tentazioni… dalle guerre fratricide… in una sola parola: setacciati dal male e dal maligno che sembra abbia moltiplicato gli sforzi di aggressione per conquistare più cuori possibili.
Ma quale Dio vuole il male dei propri figli o che essi soccombano nella battaglia?
Nella libertà dei figli, il Padre ci chiede invece di svegliarci dal torpore, di essere consapevoli che esiste il male che vuole prendere possesso dei nostri cuori; ci chiede di non lasciarglielo fare, di entrare in battaglia e di scegliere da quale parte vogliamo schierarci e soprattutto quale parte vogliamo vittoriosa.
Il Signore non ci vuole addormentati mentre infuria la lotta in noi, e fuori di noi, ma ci vuole attivi, consapevoli, investiti della responsabilità della scelta intrapresa per Lui o contro di Lui, perché da noi e non solo dalla sua Grazia, dipende la vittoria del bene sul male che si riverserà poi nel mondo.
Siamo in periodo di guerra quindi a tutti gli effetti e in guerra ci si difende, si custodisce quanto c’è di più caro, si fa la sentinella, la guardia per non lasciarci derubare la casa, le armi, gli affetti e quanto costruito e terreno conquistato negli anni e con fatica!
Quello che capita in una guerra a livello materiale in ragione di perdita di vite umane, case, armi…lo si può ben paragonare a ciò che capita a livello spirituale nella nostra anima quando siamo tentati al male e al peccato. In ogni nostra battaglia spirituale rischiamo di allontanarci da Dio e di perdere il cammino intrapreso scivolando rovinosamente indietro.
Molti Santi raccontano di questa lotta, qualcuno ha letto forse il castello interiore di santa Teresa d’Avila, dove ci si conforta nel sapere che tutti devono prima o poi affrontare la battaglia contro il nostro io mondano supportato dal maligno.
Molti Santi raccontano di questa lotta, qualcuno ha letto forse il castello interiore di santa Teresa d’Avila, dove ci si conforta nel sapere che tutti devono prima o poi affrontare la battaglia contro il nostro io mondano supportato dal maligno.
Ma ci vengono incontro le armi spirituali che Dio ci ha messo a disposizione per essere vittoriosi con Lui.
Quanti di noi in cammino possono dire di non aver mai rischiato di perdere sé stessi e quanto vi è di caro e, se vogliamo riassumere in una parola, di perdere la pace, specie nei momenti di caduta nel peccato e sopraffazione del maligno?
Tutti ne fanno esperienza, ma ecco allora che coloro che hanno accolto Maria e hanno seguito i suoi insegnamenti di invito alla conversione al fine di conoscere e seguire meglio il Figlio Gesù, sono stati dotati di armi forti che Lei invita ad usare in questo tempo di particolare prova: quali la preghiera e il digiuno, la speranza e la piena fiducia in Dio Creatore.
Come Mamma, ci assicura che con queste armi saremo vittoriosi e questa fiducia che riporremo in Dio, non verrà disattesa poiché a Dio tutto è possibile, anche fermare le guerre dentro e addirittura fuori di noi! Lei stessa ne parla nei numerosi messaggi ringraziando le perseveranti preghiere dei figli che in passato hanno permesso a Dio di fermare più volte i piani di satana tra cui la guerra dei Balcani. Dio può cambiare i piani del male e dare vittoria al bene, proprio per l’amore insito in Lui verso i suoi figli che in Lui credono e sperano.
Agli apostoli del Suo amore, a coloro che l’hanno ascoltata e l’ascoltano, la Madre dice con fermezza che” prevalga”, come un mandato, un ordine perentorio, la pace interiore e di farla prevalere anche fuori. Sembra dirci che è ora il tempo della decisione e dell’agire dei suoi e non c’è più tempo di tergiversare perché siamo entrati nella lotta e quando si guerreggia si deve guardare l’avversario e non indietreggiare mostrandogli le spalle, per non rischiare di essere colpiti a morte.
Maria ci vuol dire che quelli della prima fila sono proprio i suoi che devono essere per questo i più sicuri e decisi.
Il Montfort definiva così i mariani nel “trattato della vera devozione a Maria”.
La Madre invia quindi i propri apostoli in missione, invia alla missione di pace nel mondo e ci benedice con la sua benedizione materna, affinché ci ricordiamo che siamo figli suoi, quindi invitati a seguirne le orme.
Ci chiede infatti di partire con gioia e di portarla a tutti coloro che incontriamo.
Ma in tempo di battaglia e guerra, possiamo essere gioiosi?
Sì, perché per un cristiano credente è l’aver incontrato Gesù che lo fa ricolmo della stessa gioia che Maria ha portato nel grembo e porta a noi ora: il Figlio Salvatore, Re della Pace e di Speranza.
Se riflettiamo bene, notiamo che nonostante le difficoltà del viaggio, le incomprensioni e gli ostacoli sorti, Maria che ha accolto Gesù nel grembo, non rimane triste e pensierosa sul da farsi e sul futuro, non pensa a come farà a venirne fuori nella guerra che aveva scatenato con il suo sì a Dio, ma affida tutti i problemi a Lui, confidando pienamente in un Suo intervento.
Lei corre piuttosto dalla cugina per donare la Gioia che è in Lei e che non può trattenere: Gesù è la sola Speranza, Pace e Gioia.
In una parola l’Amore che manca al mondo intero.
Se fossimo consapevoli del dono che portiamo, quando siamo con Lui e aderiamo a Lui, non ci penseremo due volte a rispondere a questo invito mariano, perché non a noi, ma a Dio tutto è possibile! “Una goccia nel mare non fa il mare, ma tante gocce sì”(Madre Teresa).
Preghiamo allora insieme, speriamo insieme e confidiamo gioiosamente in Colui che può tutto!
sr. Nives
25 Luglio 2024
“Cari figli miei! Con gioia vi ho scelti e vi guido perché in voi, figlioli, vedo uomini di fede, speranza e preghiera.
Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei, e io vi guido a Lui che è via, verità e vita.
Sono anche con voi affinchè la pace vinca in voi ed attorno a voi perché Dio mi ha mandato a voi per questa intenzione.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
(dato alla veggente Marija di Medjugorje)
La Madonna ci chiama cari figli e lo fa sempre nei suoi messaggi che sono veri e propri incontri del Cielo con quella umanità che cerca Dio.
Questa volta si nota che ha aggiunto il possessivo “miei”.
Quante volte colloquiando con le mamme si sente dire: “Mio figlio più grande ha fatto così…l’altro mio figlio invece … etc”.
Una madre non può che sentire suoi i propri i figli, li conosce, li ama, sono tutti suoi, dal più grande al più piccolo, dal più problematico, al più diligente.
Suoi perché appartengono visceralmente a Lei, qualsiasi età abbiano, saranno sempre suoi figli piccoli o grandi, da accudire, da istruire, e soprattutto da amare.
La nonna materna chiamava il mio “ceo” che significa piccolo, il figlio di 40 anni!”.
Non abbiamo difficoltà, nel nostro Paese fatto di di “mamme chioccia” ( fin troppo e in una visione diversa) a capire questa relazione madre - figlio che Dio ha voluta unica e mai surrogata.
Da quell’ora sul Calvario quando il figlio Gesù ha donato la Madre a noi, facendoci diventare fratelli suoi, figli della medesima sua Madre, noi siamo stati invitati ad accoglierla, a farla entrare nella nostra vita, a riconoscerla come Madre del Figlio Gesù Salvatore, quindi come mediatrice di grazie, insegnante e custode nostra, esempio da imitare.
Soprattutto è Colei a cui andare e ricorrere anche e soprattutto quando l’abbiamo combinata, prima che si accorga il Padre.
Non è forse così che capitava nelle famiglie? La mamma, media tra noi e il padre.
Lei è Colei che capisce i nostri desideri, sofferenze e gioie prima ancora che gliele diciamo perché le ha vissute.
Questa appartenenza viscerale sottolineata da Maria proprio adesso non è da sottovalutare nel piano di Dio di Salvezza dell’uomo contemporaneo imbruttito dalle tenebre che oscurano il Bene ed esaltano il male come Bene.
Dio ha pensato ad una creatura riempita della Sua Grazia e a mandarla anche oggi nel mondo per riconciliare di nuovo l’uomo a Dio e gli uomini tra di loro, prima che arrivi il Figlio a setacciare il grano dalla zizzania.
Abbiamo il secondo giorno dell’Apparizione a Medjugorie a confermarci questa intenzione: la Madonna apparve alla veggente Marja che scendeva in fretta il monte Podbrdo; era vestita di nero, piangente e con una croce dietro nera pronunciando: “Pace, pace, pace, soltanto pace tra l’uomo e Dio e tra voi”.
Ecco allora che a chi l’ha accolta ha accolto il messaggio di pace e chi porta la pace è mandato con il privilegio di essere suo Apostolo.
Che significa questo titolo? Forse non ci sono già i Dodici?
Forse non ci sono già i Sacerdoti a compiere la missione di annuncio del Vangelo?
Ai miscredenti tutto ciò parrebbe una storpiatura della chiamata di Gesù dei dodici. La Madonna però. fin da subito, non ha negato di essere la Regina della Pace, mandata da Dio per radunarci e insegnarci a pregare col cuore perché ha anche altri figli, coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio e che rischiano di perdersi.
Per questo Lei, che non fa nulla senza il nostro consenso, ha bisogno di quei figli che hanno risposto alla sua chiamata e che perserverano, che la amano e la riconoscono Madre di Gesù e loro.
Sono i suoi, che sono stati scelti tra tutti i figli perché in grado di pronunciare quel medesimo sì che li fa calice del Figlio, grembo fruttuoso per portarLo con la stessa determinazione al mondo.
I suoi li vuol fare “Apostoli del Suo Amore” quindi insigniti di un incarico e cioè di ascoltare la Mamma e ad imparare da Lei ad amare il Signore Gesù e i fratelli.
E prima che giungano alla perdizione offerta dal mondo su un vassoio dorato, i figli perduti vedano che hanno chi li ama e li vuole salvare.
Come in una famiglia i bambini vengono pian piano resi responsabili dei lavori domestici in aiuto alla mamma e ai fratelli, così nella Famiglia Umana, La Madonna ripete spesso:
“Cari figli, ho bisogno di voi” , “Siate le mie mani tese” .
Che cosa distingue i Suoi figli dai figli lontani?
La Madre vede nei Suoi figli, uomini di preghiera, di speranza, di fede.
Quale madre non sarebbe contenta di vedere il frutto positivo dopo un insegnamento di una vita?
Perché quaranta tre anni di apparizioni, sono non una, ma tre generazioni coinvolte.
Sapere che chi ha scelto la via mariana, ha imboccato la via a Gesù gradita a Loro è gran cosa in questi tempi di confusione e di pessimismo di fronte al mondo che non va.
Avere una Madre così paziente che ci alleva, ci insegna, ci conduce a Gesù, Via, Vita, Verità, ci deve rendere gioiosi esattamente come lo è Lei per noi e anche come dice” fieri” perché di difensori della fede cristiana ne abbiamo bisogno, di un risveglio di ciò che siamo, della dignità che abbiamo come cristiani; in giro non è che ce ne siano molti, anzi, assistiamo piuttosto alla vergogna di appartenere a Cristo!
Invece Maria ci indica la bellezza dello stare con Gesù e ci mette nella condizione di gioire proprio per questa appartenenza; se abbiamo sperimentato anche un pezzettino piccolo di Paradiso in terra, dobbiamo essere contenti, convinti di aver raggiunto intanto un primo traguardo nel cammino di fede.
Quanti cristiani tristi vediamo in giro? Perché?
Non possiamo essere tristi se abbiamo la Via da seguire anche se mille ostacoli ci sbarrano la strada, noi conosciamo la meta!
La Madonna si dimostra gioiosa nella maggioranza delle sue venute.
Ma come fa, ci chiediamo, dovrebbe piangere sempre visti i tempi.
“Di fatti un triste cristiano è un cristiano triste” cioè non rendiamo Gloria a Dio se non lo conosciamo come tale, se non facciamo esperienza del Suo Amore, se non prendiamo sul serio lo stare con Lui, saremo sempre cristiani tristi, praticheremo anche bene, esteriormente perfetti, ma non avremo in noi la gioia, quella luce vera, che fa vedere anche all’altro.
Come essere gioiosi
Come essere gioiosi se il mondo ci conduce alle lacrime?
Non è la gioia chiassosa dentro e fuori di noi, ma la letizia che si sprigiona nei cuori che accettano il Mistero di Dio Amore Padre, Figlio Salvatore e Spirito Santo soffio di vita e datore di tutti i doni sentendosi amati e amanti allo stesso tempo e avremo dato un senso all’ esistere.
Siamo nati per un atto di amore e siamo destinati all’ Amore.
“Dio, ci hai fatti per Te” diceva sant’ Agostino e il nostro cuore è inquieto fincéè non riposa in Te”.
Possiamo sfuggire tutta la vita e ribellarci a Dio, commettere anche i più gravi peccati e misfatti, ma Dio è sempre lì ad aspettarci, pronto all’abbraccio di misericordia quando noi da parte nostra avremmo rinnegato noi stessi portando la nostra croce con Lui.
Sapere di essere salvati se lo vogliamo, ci dona la serenità e la pace del cuore.
La Madonna ha sperimentato questa pace, questa luce dello Spirito, questo Amore. abbandonando i suoi piani e lasciando fare a Dio.
“Io vi ho scelti” si legge nella Bibbia, “prima della Creazione del mondo, per essere santi e immacolati nell’Amore…”
Crediamo di essere stati scelti?
Crediamo in Dio Amore che ha pensato ad ognuno di noi, che ha pensato ad un progetto d’Amore su di noi, che ci conta persino i capelli del capo e che ci assicura che non ci abbandonerà mai?
Un conto è recitare il Credo, impararlo a memoria nel catechismo, e oramai manca anche questo, l’ ABC del cristiano, e un conto cercare di viverlo questo abbandono, e su questo i cristiani sono i primi ad essere messi sotto giudizio perché a” Chi sarà dato molto, molto sarà richiesto”.
Chi risponderà a questa chiamata?
Allora chi risponderà a questa chiamata della Madre visto che è così esigente?
Nell’economia divina sono i piccoli, i semplici, gli ultimi… gli ammalati, i soli, quelli a cui la società chiude le porte, proprio quelli che non possono contare sulle loro forze né su molti amici, coloro che per questo si fidano e affidano solo a Dio.
Se risponderanno a Maria con la stessa Speranza nel cuore e la stessa intenzione di fare la Volontà del Padre, allora cammineranno proprio come ha fatto Lei per portare Gesù al mondo e vincere così con la Luce, le tenebre dentro ai cuori e fuori nel mondo.
Vincere si fa in battaglia, quindi è in corso una guerra tra il Bene e le tenebre.
Non è forse Maria mandata da Dio a schiacciare la testa del Superbo satana?
Lei è l’ancora di salvezza a cui aggrapparsi quando irrompe la tempesta e “Lei non è stanca”, lo dice spesso, di venire a noi e noi stiamo dormendo sulle macerie delle nostre guerre interiori ed esteriori?
Rileggiamo ancora questo messaggio e chiediamoci se stiamo combattendo davvero come Maria o se ci siamo persi.
Il Cielo ci ha scelti, a noi rispondere.
2 Maggio 2015
“Cari Figli, aprite i vostri cuori e provate a sentire quanto vi amo e quanto desidero che amiate mio Figlio.
Desidero che lo conosciate di più, perché è impossibile conoscerlo e non amarlo, perché Lui è l’Amore.
Figli miei, io vi conosco, conosco i vostri dolori e le vostre sofferenze perché le ho vissute.
Gioisco con voi nelle vostre gioie, piango con voi nei vostri dolori.
Non vi abbandonerò mai.
Vi parlerò sempre con mitezza materna e, come madre, ho bisogno dei vostri cuori aperti, affinché con la sapienza e la semplicità diffondiate l’amore di mio Figlio.
Ho bisogno di voi aperti e sensibili verso il bene e la misericordia.
Ho bisogno della vostra unione con mio Figlio, perché desidero che siate felici e lo aiutiate a portare la felicità a tutti i miei figli.
Apostoli miei, ho bisogno di voi, affinché mostriate a tutti la verità divina, affinché il mio cuore che ha sofferto e soffre anche oggi immensamente, possa nell’amore trionfare.
Pregate per la santità dei vostri pastori, affinché nel nome del mio Figlio, possano operare miracoli, perché la santità opera miracoli.
Vi ringrazio.”
25 Maggio 2015
“Cari Figli, aprite i vostri cuori e provate a sentire quanto vi amo e quanto desidero che amiate mio Figlio.
Desidero che lo conosciate di più, perché è impossibile conoscerlo e non amarlo, perché Lui è l’Amore.
Figli miei, io vi conosco, conosco i vostri dolori e le vostre sofferenze perché le ho vissute.
Gioisco con voi nelle vostre gioie, piango con voi nei vostri dolori.
Non vi abbandonerò mai.
Vi parlerò sempre con mitezza materna e, come madre, ho bisogno dei vostri cuori aperti, affinché con la sapienza e la semplicità diffondiate l’amore di mio Figlio.
Ho bisogno di voi aperti e sensibili verso il bene e la misericordia.
Ho bisogno della vostra unione con mio Figlio, perché desidero che siate felici e lo aiutiate a portare la felicità a tutti i miei figli.
Apostoli miei, ho bisogno di voi, affinché mostriate a tutti la verità divina, affinché il mio cuore che ha sofferto e soffre anche oggi immensamente, possa nell’amore trionfare.
Pregate per la santità dei vostri pastori, affinché nel nome del mio Figlio, possano operare miracoli, perché la santità opera miracoli.
Vi ringrazio.”